La strategia delle 3 E

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Un’indagine commissionata da Bea testimonia come le aziende stiano iniziando a prendere in seria considerazione investimenti ecocompatibili

I risultati della ricerca intitolata Sustainable It 2008 indicano che circa due terzi delle aziende intervistate hanno sviluppato o stanno sviluppato piani per ridurre l’energia utilizzata e le emissioni causate dall’uso della tecnologia perseguendo gli obiettivi prioritari di ridurre il consumo di energia e tagliare i costi delle utility.

Coinvolgendo circa 480 responsabili nei settori Finance, Pubblica Amministrazione e Telecomunicazioni, hanno partecipato alla ricerca Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Norvegia, Portogallo, Spagna, Svezia e Gran Bretagna. L’indagine, sponsorizzata da Bea Systems, dimostra che le aziende europee hanno livelli diversi di consapevolezza per quanto riguarda il green It, ovvero della relazione tra energia, ecologia ed economia. Il 27% ha già un piano per ridurre lo spreco energetico e le emissioni. Il 10% ha un piano pronto che non è stato ancora implementato; il 22% sta lavorando a un progetto; mentre il 33% non ha nessun progetto per ridurre gli sprechi It e le emissioni.

Le motivazioni addotte a una reingegnerizzazione ecocompatibile? Il 55% indica l’aumento dei costi energetici come motivo principale, seguito da attività di Corporate Social Responsibility (45%), adeguamento normativo (41%) e capacità di storage (15%). Il secondo obiettivo per il 49% degli intervistati è la gestione efficiente delle utility energetiche, come i data center di riscaldamento e illuminazione. Ridurre lo spreco di energia It è la terza priorità, secondo il 46% degli intervistati.

La ricerca evidenzia però anche alcune problematiche. A parte i costi (citati dal 53%), per gli intervistati è difficile capire quali soluzioni sono attualmente disponibili (23%), quali sono i prodotti più adatti (16%) e manca il supporto da parte del Board e del senior management (16%). Il 70% delle aziende francesi indica il costo come il principale problema, rispetto al 35% dei Paesi Bassi. Non a caso, il 47% delle aziende nei Paesi Bassi ha attuato un progetto o sta per lanciarlo al fine di ridurre le emissioni energetiche provocate dall’It rispetto al 29% delle aziende nordiche e al 33% di quelle tedesche.

Tra gli approcci per un green data center la virtualizzazione gioca un ruolo fondamentale, citata come ‘molto importante’ dal 41% degli intervistati; per il 34% contribuisce a una maggiore efficienza dei server e per il 22% all’aumento della flessibilità e la capacità di rispondere alla crescita della domanda. Singolari le risposte rispetto a un’autovalutazione in una scala da uno a cinque della propria conoscenza della virtualizzazione: il 39% ha dichiarato di ‘non essere molto informato’ e solo il 7% è ‘informato‘. Inoltre, la conoscenza della virtualizzazione è geograficamente polarizzata: la media delle aziende della Gran Bretagna che conosce questa tecnologia è due o tre volte superiore rispetto alla Germania e ai Paesi Bassi.

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