La ricerca federativa di Fast

Enterprise
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Il Web 2.0 cambia la ricerca di informazioni in azienda. Promesse e limiti
dei motori di ricerca come strumenti di efficienza

E’ un’affermazione che sembra una provocazione. ? Riteniamo che quasi il 70% delle query su web non vengano effettuate per prima cosa sui motori di ricerca? Invece gli utenti vanno direttamente ai siti web di destinazione e non utilizzano per nulla i motori di ricerca? La fonte è una analista di Idc citata da Bjorn Olstad, Cto di Fast, che Network News ha incontrato nel corso di un tour italiano di presentazioni ai clienti. La norvegese Fast ( il nome per intero è Fast Search & Transfer) offre sul mercato una piattaforma per le ricerca e la gestione dei dati e delle informazioni aziendali via web. L’ambizione del nome è di fornire risultati veloci , precisi e personalizzati a utenti che operano principalmente su portali aziendali.
Ma l ?avvento del cosiddetto Web 2.0 ha spostato il tiro al di là delle applicazioni aziendali anche verso i settori dei media e verso l’offerta di ? esperienze utente? maggiormente integrate con i contenuti di tipo multimediale. La piattaforma di Fast si è dunque specializzata in più filoni per lo sviluppo di applicazioni che oltre al knowledge management si sono ampliate anche verso l’area del data warehousing, dei tool analitici per la Business Intelligence e del supporto per l’advertising per le media company tradizionali, clamorosamente messe sotto attacco dai nuovi provider di ricerca, da Yahoo! a Google soprattutto.

E Google ci riporta all’affermazione iniziale. Se gli utenti così spesso non passano dai motori di ricerca per navigare e arrivano direttamente ai siti di loro interesse, ricavare fatturato da questo traffico richiede una piattaforma di gestione capace di analizzare il comportamento degli utenti e, ad esempio, effettuare un’associazione tra richieste, annunci e transazioni economiche. Questo vale ancora di più se ci si riferisce , come del resto Olstadt, allo sfruttamento delle nicchie o, come richiede il nuovo gergo, alla long tail della distribuzione delle esigenze degli utenti. Nel lunghissimo elenco delle referenze mondiali di Fast spicca in Italia quella di Matrix , la società di Telecom Italia responsabile prima del portale Virgilio, e ora di Alice e di Rosso Alice. La scelta di Matrix, nelle successive svolte del portale , sono state di fedeltà alla piattaforma Fast, nel tempo integrata con Google. In sostanza sul portale di Alice ora la web search sui contenuti di ogni tipo, anche multimediale, del portale avviene con un’applicazione sviluppata sulla piattaforma Fast , mentre a Google sono demandate le attività di ricerca sui siti esterni. La ricerca tramite tecnologia Fast può avvenire su tutti i canali, dalle News alla musica ai video. Le query che avvengono sul portale Alice arrivano a 90 milioni al mese.

Secondo Olstad , soprattutto in ambiente aziendale il contenuto deve essere disponibile in modo omogeneo per l’utente che non deve essere obbligato ? a entrare e uscire da diversi ambienti di ricerca?. Anche la piattaforma di ricerca deve diventare, come altri sistemi software, uno strumento di allineamento dell’It alle esigenze di business. Un altro esempio citato è quello del sito di ricerca della Siemens che supporta fino a 100 mila query al giorno. Quasi un esempio di quale sarà il prossimo step della ricerca di informazioni. Il nuovo modello di ricerca delle informazioni proposto da Olstad è di tipo ?federativo ? tra le diverse soluzioni, Google compreso.

Esperienze come quelle di Google o Youtube influenzano l’utente sia come consumatore che come fruitore di ricerca in ambito aziendale, e in Fast stanno prendendo atto delle nuove istanze di interazione emergenti dal Web 2.0. Sul piano più strettamente di sviluppo di applicazioni in ambito enterprise tuttavia Olstadt difende la sua soluzione come più stabile, personalizzabile e meglio in grado di prendersi cura delle eredità di tipo legacy, rispetto ad esempio a una che faccia uso di Google Appliance. Rispetto ad altre offerte di tipo open source Fast ha il vantaggio di un team di sviluppo e di partner di supporto che ne assicurano stabilità e minori costi come scelta di soluzione strategica per l’azienda.
Conclude Olstad: ? Per l’accesso il numero dei dati non importa. Quello che importa è il valore del dato e la sua criticità e il tipo di efficienza che un ricerca può introdurre in azienda?.

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