La ricerca di Ericsson vola alto

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A Genova alla Marconi reti di trasporto e fotonica al servizio degli
operatori di Tlc

Il 40% delle chiamate fatte da cellulare passano attraverso infrastrutture di rete costruite da Ericsson e i dieci principali operatori di telecomunicazioni del mondo sono clienti della società svedese. Tuttavia non sono la Svezia, e neppure il Regno Unito o la Spagna, il principale mercato europeo di Ericsson, ma l’Italia, dove si realizza una quota del 6 % del fatturato mondiale, terza nella classifica dei top 10 dopo Stati Uniti e China. Queste posizioni di mercato si ottengono solo con una lunga tradizione di innovazione e ricerca che la società svolge nel mondo in 17 paesi. Le attività di R&D di Ericsson , dopo l’acquisizione di Marconi, coinvolgono massicciamente l’Italia , dove, con 1300 addetti, si trova il più grande centro di ricerca e sviluppo di Ericsson al di fuori della Svezia. Al nucleo di competenza italiano Ericsson ha affidato , per le telecomunicazioni, i segmenti riguardanti le reti ottiche e le tecnologie fotoniche, le reti multimediali e di accesso a larga banda, i sistemi di gestione e controllo delle reti, i sistemi a microonde e la infrastrutture per reti radiomobili.

Ma il progetto che in questo momento sta a più a cuore a Salvatore Improta, presidente di Marconi, che Network News ha incontrato nel centro di ricerca di Genova, riguarda il rilancio di Marconi Sud che occupa più di 800 addetti nella produzione di moduli e di apparati di fotonica. Come ricorda Improta, ? all’interno di Ericsson, l’Italia è prima per margini di profitto . Possiede anche le responsabilità di sviluppo su altri centri danesi e inglesi. Siamo un hub di sviluppo prodotti? In questo contesto il legame con le Università, per la ricerca di base, e con gli altri enti di ricerca, per la ricerca industriale e la sperimentazione ? deve essere molto forte. Soprattutto ora che le università hanno modificato il loro atteggiamento verso l’industria?.
In Italia Ericsson è dunque presente con l’intera filiera dell’ottica a partire dalla ricerca di base che si svolge nel complesso di Genova. Da qui si lavora in collaborazione anche con un centro a Pisa secondo un progetto che vede coinvolti anche la Scuola Superiore Sant’Anna e il Cnr. Il gruppo ha rapporti diretti con il gruppo che in Svezia lavora sulle reti e si focalizza sulle reti ottiche di accesso a banda ultralarga e sui tool software per il trasporto e il controllo delle reti Ngn.
Con l’80 del personale in possesso di laurea, Marconi ? è una grossa realtà che va consolidata ? prosegue Improta – e mi aspetto incrementi sostanziali nell’attività di ricerca. Questo perché in parallelo il mercato dei carrier è alla vigilia di grossi investimenti che sono necessari per far sostenere alla rete il peso del traffico e dei servizi su Ip, prima di tutti l’IpTv?. Ericsson ha tutto lo spettro dei prodotti per fornire una soluzione end to end: ? Per la rete di nuova generazione siamo solo agli inizi. Tutti i paesi, non solo l’Italia, ci stanno pensando?. E in un paese non ci possono essere ?n? reti , ma una sola.

Con queste premesse di mercato, nel settore delle reti le tecnologie ottiche sono la carta da giocare. Dentro Ericsson l’Italia ha come principali responsabilità di prodotto le reti ottiche: gestione dello sviluppo di prodotto, realizzazione di soluzioni di classe Carrier Ethernet, reti di trasporto riconfigurabili e sistemi fotonici di nuova generazione. Oltre questo l’Italia ha la responsabilità dello sviluppo di prodotto per l’accesso a larga banda (soluzioni della serie Eda ) e dei sistemi di gestione rete (ottica ,accesso e microonde).
Restando nella tecnologia ottica, il portafoglio di prodotto di Ericcson copre il trasporto Sdh, Wdm ed Ethernet con un comune sistema di gestione. In questo territorio, con l’esplosione dei servizi a larga banda a pacchetto, è sull’evoluzione verso le reti Carrier Ethernet per le aree Metro che puntano i più nuovi sviluppi di casa Marconi.
Mauro Filippi è a capo del supporto alle vendite all’interno dell’area di prodotto Broadband Networks di Ericsson. La società propone al mercato quella che chiama Full service Broadband ( Fsb) Network che permette al carrier di integrare insieme con la connettività anche convenienza ed efficienza di costi.
Trasporto e accesso di tipo fisso sono le competenze di Genova. Sulla rete di trasporto si devono incontrare senza scontrarsi diverse tecnologie. mature e in evoluzione, e ora l’obiettivo è di consentire Ip ed Ethernet con qualsiasi media e con qualità Carrier Grade: a livello di accesso e di edge il sistema Marconi Oms 800, a livello di Metro i modelli Oms 1600 e 2400, che dispone di interfacce native sia Ethernet che Sdh/Wdm. Sviluppato a Genova e fa largo uso di componenti ottici e fotonici. Gli apparati godono di certificazone Mef per Carrier Ethernet. Ci ricorda Filippi: ? Se facciamo un piccolo conto per una famiglia di 4 persone, e tendendo conto della Tv ad alta risoluzione, siamo a 25 Mbps di banda necessaria?. Il rame può arrivare a 50 Mbps. Tutto questo si ripercuote sul backbone della rete metropolitana.

I carrier devono affrontare da un lato il problema delle tecniche di commutazione e dall’altro tenere basso il Tco: esercizio, personale, bassa complessità. La rete deve passare all’Ip entro il decennio in corso.
Tra le referenze più recenti in Ericsson citano quella del carrier spagnolo Telefonica che ha fatto uso di anelli Metro Dwdm per raccogliere il traffico Internet e distribuire il segnale IpTv. Il backbone Ip è costruito attorno al sistema Mhl 3000 per Metro Wdm . Test e simulazioni dell’anello più grande hanno visto coinvolti i laboratori Marconi Ericsson di Genova.

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