La cooperazione aiuta le piccole e medie imprese

Enterprise
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Il dato emerge dal Rapporto Pmi 2007, che evidenzia come le migliori
prestazioni siano ottenute dalle aziende che hanno imparato a operare
all’interno dei distretti oppure riunendosi in gruppo con altre realtà

L’economia italiana è tradizionalmente basata sulle aziende con meno di 10 dipendenti: nel nostro Paese rappresentano l’82,9% del globale. Tuttavia, in Europa c’è che fa ancora di meglio. Seppure di poco, secondo il Rapporto Pmi 2007 realizzato da Unioncamere e Istituto Tagliacarte, il primato se lo aggiudica la Francia dove questa tipologia di impresa raggiunge l’83,1% di tutte le aziende industriali. In termini però di apporto alla ricchezza del Paese, non temiamo concorrenza: le micro imprese italiane contribuiscono per il 25,5% all’occupazione del settore. Si pensi che il dato medio della Ue a 27 è 13,6%, mentre i nostri diretti inseguitori, Francia e Germania, si assestano rispettivamente al 12,2% e al 6,6%. Un discorso analogo vale per il del valore aggiunto dell’industria manifatturiera, che in Italia raggiunge il 14,3%, contro il 7% europeo, il 6,8% delle micro imprese francesi e il 2,2% di quelle tedesche.

Il Rapporto Pmi 2007 evidenzia anche che nel confronto europeo la dimensione media delle imprese manifatturiere italiane è decisamente più contenuta di quella dei principali paesi europei: si parla di 8,9 addetti rispetto ai 36,2 della Germania, ai 22 del Regno Unito e ai 15 della Francia. Va però evidenziato che il ruolo delle imprese italiane fino a 9 addetti è notevolmente più elevato in termini di fatturato (11,8%) rispetto a quanto registrato dalle imprese manifatturiere tedesche (2,2%), britanniche (5,9%) e francesi (7,6%).

Consistente anche il contributo delle piccole imprese (10-49 addetti) manifatturiere italiane all’occupazione con poco più del 31% sul totale. La distanza con gli altri tre paesi europei è elevata con particolare riguardo alla Germania (16,2%). Un altro punto a favore delle nostre Pmi, è che hanno capito che, per essere competitive soprattutto sui mercati internazionali, non potendo contare sulla dimensione, occorre ?far massa?, instaurando relazioni con altre imprese.

Realizzata a margine del Rapporto Pmi, un’indagine su 3.500 imprese del settore manifatturiero (consuntivo 2006 e aspettative 2007) mostra che nel periodo in esame le imprese del Nord hanno evidenziato una sensibile ripresa. E tra queste, si sono principalmente distinte le realtà distrettuali e più in generale quelle che hanno relazioni con altre imprese, quelle di medie dimensioni, quelle della cosiddetta ?Middle class? (ovvero la piccola impresa con caratteristiche di media impresa) e le imprese esportatrici. Per contro, presentano ancora performance deboli, e in alcuni casi negative, le imprese con meno di 9 addetti, quelle del Mezzogiorno, quelle orientate soprattutto sul mercato domestico e le imprese oeisolate?.

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