Iss: anche la sicurezza diventa on demand

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Entro giugno la totale integrazione operativa con Ibm

Uno studio di Iss, la divisione per le soluzioni di sicurezza di Ibm, rivela che un’azienda medio grande può arrivare a dover gestire più di 32 vendor per la sicurezza It. D’altra parte, come ricorda Stefano Volpi, vice president di Iss, ? le aziende stanno rivedendo la loro percentuale di spesa in sicurezza It?, una spesa che si può valutare tra il 5 e il 7% di quella generale in infrastrutture di informatica.
I parametri fondamentali del mercato della sicurezza It , sotto le spinte della razionalizzazione dei fornitori e della spesa stanno cambiando velocemente: ? è morto il sistema del best of breed, è il momento dell’integrazione?. Con l’aggiunta però di una chiara indicazione che viene dalle aziende utenti, ma che da sempre è un cavallo di battaglia di Ibm: va trasformato in realtà operativa un modello di sicurezza di tipo on?demand.

La chiave di lettura di Iss per queste necessità è l’offerta di una piattaforma integrata di sicurezza preventiva con un unico motore a livello di server, di gateway e di client, anche remoti. Integrazione vuol dire anche, alla luce della recente acquisizione di Iss da parte di Ibm, che alla piattaforma di gestione Tivoli viene affidato il compito di gestire gli accessi alla rete aziendale basandosi sul controllo dell’identità (come dicono in Ibm, ?let the good guys in?), mentre la protezione preventiva ad ogni livello aziendale ( come dicono, ?keep the bad guys out?) viene affidata alla piattaforma Proventia di Iss.
In Italia Proventia è adottata da circa 800 clienti nel mondo enterprise. Per il prossimo futuro, spiegano in Ibm-Iss, l’evoluzione verso la sicurezza on-demand avverrà attraverso la disponibilità della piattaforma Proventia in modalità online attraverso servizi gestiti da una decina di Soc, centri per la sicurezza operativa: ? Non si tratterà tanto di una soluzione di sicurezza in outsourcing – spiega Volpi- quanto di gestire su richiesta un’architettura di protezione sulla base dei livelli di sicurezza resi necessari all’azienda in funzione di eventi e di attacchi?.
Ma nella visione di Ibm la sicurezza sta cambiando anche nel senso dell’integrazione delle attività inerenti la sicurezza fisica. All’interno dei servizi di risk management proposti da Ibm rientrano anche quelli di site e di facility. L’obiettivo è di realizzare un cruscotto unico di gestione che integri sicurezza It e sicurezza fisica sulla rete Ip con controllo di accessi, video sorveglianza, antiintrusione e antiincendio.

Dal punto di vista delle attività societarie, dopo l’acquisizione Ibm conferirà ai suoi servizi di gestione della sicurezza a Iss e i Soc di Ibm si uniranno a quelli di Iss anche in Europa. L’Italia verrà gestita per la sicurezza on demand da un Soc a Bruxelles. I Soc di provenienza Iss sono in grado di integrare anche tecnologia di altri fornitori. Per questo Iss, anche dopo la incorporazione con Ibm Global Services che si concluderà verso l’estate, manterrà una sua autonomia di iniziativa sul modello di quanto è avvenuto a suo tempo per Lotus dopo l’integrazione in Ibm.

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