Infomobilità, strategica ma legata ai contributi pubblici

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Se ne è parlato all’Innovation Forum di Idc, evidenziando le numerose iniziative in atto e le troppo scarse partecipazioni del settore privato

In Europa, è in continua crescita il numero di città che si stanno impegnando nella progettazione, nella sperimentazione e nell’adozione di sistemi integrati per la mobilità sostenibile. In questo senso, anche in Italia negli ultimi sono partite varie iniziative. Lo scorso anno l’accordo della Conferenza unificata Stato-Regioni ha riconosciuto il ruolo strategico dell’infomobilità e impegnato le regioni ad attivarsi nella realizzazione di piani strategici. Anche il Ministero degli affari Regionali ha promosso un bando di finanziamento di progetti innovativi con il programma Elisa che sosterrà due grandi iniziative di patrocinate da “cordate” che comprendono enti locali, Si.Mo.Ne e Wi:Move.

“Tutto ciò dimostra – ha affermato Paolo Zocchi, responsabile Innovazione-Ministero Affari Regionali, in un intervenuto durante il recente Innovation Forum 2008 organizzato da Idc – che anche nel nostro Paese si sta assistendo a una crescente sensibilizzazione verso la mobilità sostenibile tematiche, che sta diventando il centro delle azioni più innovative”.

Secondo Zocchi, in questo settore stiamo esprimendo il brandware italiano. “Ma c’è un treno su cui siamo saliti e che possiamo candidarci a condurre. Oggi le Regioni, sulle base di linee condivise, stanno realizzando piani di infomobilità che salderanno il sistema delle autonomie con il sistema dell’impresa”.

Il presidente di Atm, Elio Catania, ha posto l’accento sul costo dell’efficienza logistica che grava sulle aziende. “L’infomobilità incide per 3-5 punti del Pil – ha dichiarato -. Nel trasporto pubblico locale si è investito la metà rispetto ad altre città europee e ancora troppo dipende dai contributi pubblici. A ciò si aggiunge il fatto che, essendo molto frammentato e composto da tante e piccole realtà, attorno al trasporto pubblico non si è ancora riusciti a fare sistema”.

Linda Lanzillotta, Ministro Affari Regionali e Autonomie Locali
, ha affermato che la questione della mobilità sta maturando in modo diffuso sia a livello Paese sia di cittadini: “È un tema chiave sia per la qualità della vita sia per la sostenibilità”.

Lanzilotta ha auspicato un modello operativo che preveda una sinergia tra impresa e ricerca e il trasferimento della ricerca sui prodotti, in modo da avere prodotti da esportare puntando a un ruolo dell’Italia in Europa, che permetta di imporre regole nei sistemi economici emergenti. “A patto però che le scelte su scala urbana e metropolitana – ha concluso Lanzillotta – vengano supportate da strategie in grado di dare un quadro di riferimento più ampio a ciò che si fa sul territorio”.

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