Il “fai da te” applicativo di Serena

Enterprise
0 0 Non ci sono commenti

Con la Business Mashup Suite, lo specialista di Application lifecycle
Management punta ad alleggerire l’It di compiti e richieste semplici che
arrivano dal business.

Un utente consumer mediamente evoluto, oggi, può costruirsi da sé applicazioni o risolvere specifiche esigenze informative semplicemente usando il Web e qualche programma ormai diventato commodity, come Office. È la logica del ?mashup? ovvero la combinazione di differenti sorgenti o informazioni, estrapolabili e manipolabili a partire da feed Rss o Javascript, per ottenere layout in grado di mettere insieme contenuti provenienti da differenti siti o programmi.

Serena Software, fin qui conosciuta come specialista dell’Application Lifecycle Management (Alm), prova ora a portare il concetto nel mondo delle imprese, lanciando la Business Mashup Suite, un insieme di prodotti free o disponibili on demand, che si rivolge soprattutto agli utenti di business, per metterli nelle condizioni di ?far da sé? nella ricerca e composizione di blocchi applicativi, per sostenere le evoluzioni del mercato senza dover ricorrere all’It anche per le richieste più semplici. ?Le aziende devono gestire progetti complessi ? spiega a Data Business Rene Bonvanie, senior vice president worldwide marketing di Serena ? e quindi l’It deve agire di conseguenza. Dal business, tuttavia, arrivano richieste che spesso riguardano applicazioni e servizi relativamente semplici, che vanno in coda anche per l’assenza di tool capaci di automatizzare i processi di business più comuni o legare insieme le attività di sistemi esistenti?.

La Business Mashup Suite interviene a questo livello. All’It continua a spettare il compito di creare i blocchi applicativi corretti rispetti ai flussi di processo dell’azienda, ma poi è il singolo utente di business che può, senza specifiche competenze tecniche, combinare pezzi differenti per ottenere applicazioni o informazioni destinate a soddisfare particolari esigenze di business. L’origine delle fonti può essere la più diversa e arrivare da implementazioni esistenti di Oracle o di Sap, ma per l’utente finale questo importa poco, poiché la sua interfaccia, in stile Office, gli consente di visualizzare i blocchi in modo omogeneo e lavorare facilmente sulla loro composizione, come avviene nel mondo consumer per il cosiddetto ?social networking?, dove si possono mettere insieme contenuti provenienti da Google Earth, YouTube, eBay e così via.

La suite di Serena fa perno su Mashup Composer, ovvero lo strumento che serve a creare i mashup. Per ottenerli, viene messa a disposizione un’interfaccia di tipo taglia-e-incolla, utile anche per disegnare (nel caso di utenti con qualche competenza tecnica) workflow, regole di business e connessioni ad altri sistemi aziendali. I mashup creati passano poi a un server e diventano condivisibili da tutta l’azienda o l’ecosistema coinvolto. A ciò si aggiungono Mashup Exchange, un catalogo online di mashup preconfezionati e un’offerta Saas (software as a service) che sarà messa a punto entro la fine dell’anno. Il Composer sarà disponibile in forma gratuita dopo il lancio ufficiale, previsto per il 10 settembre, mentre per le altre componenti della suite è previsto un prezzo in funzione dell’uso e dei mashup generati.

Per Serena, questo passaggio rappresenta un’evoluzione significativa rispetto alla tradizionale offerta legata alla governance It e alla gestione del ciclo di vita applicativo: ?Si tratta di un esperimento basato sul Web ? ammette Bonvanie ? e il nostro primo obiettivo è fare in modo che il concetto di mashup arrivi alle masse degli utenti di business. L’It non deve preoccuparsi delle potenziali perdite di controllo, perché la logica è la stessa delle Soa?.

Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore