Il 78% delle imprese liguri ha un computer

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Nonostante in Liguria la penetrazione del Pc nelle aziende del terziario
superi la media nazionale, la regione è ancora indietro rispetto al Nord Ovest

Il 77,9% delle aziende liguri attive nei settori del commercio al dettaglio e all’ingrosso, dei pubblici esercizi e dei servizi ha almeno un Pc; il 75,1% ha un accesso a Internet e il 54,9% utilizza un server. Questo è quanto emerge dalla ricerca oeil Digital Divide nella micro e piccola impresa italiana? i cui dati sono stati resi noti da Confcommercio La Spezia in collaborazione con Assintel
La ricerca è stata realizzata da Freedata attraverso un’indagine campionaria che ha complessivamente coinvolto più di 3.300 micro e piccole imprese italiane, rappresentative di oltre 2.200.000 aziende, 73.326 per la Liguria.

La penetrazione del Pc fra le realtà del terziario ligure è del 77,9%, superiore perciò alla media nazionale (73,8%), ma inferiore di 2 punti percentuali rispetto ai valori del Nord Ovest (79,7%).
Ancora indietro le micro imprese, mentre il valore sale all’aumentare della dimensione aziendale: tutte le imprese dai 20 ai 49 addetti hanno almeno un Pc. Le più informatizzate sono le aziende del commercio all’ingrosso, che possiedono tutte almeno un computer. Seguono le aziende dei servizi (79,4%), il commercio al dettaglio (72,9%) e i pubblici esercizi (64,1%).

L’utilizzo di Internet in azienda risulta in linea con i valori del Nord Ovest: 3 imprese su 4 hanno una connessione, mentre la media italiana si attesta sul 68,7%. Medesima situazione in relazione alla presenza di un server: il 54,9% delle aziende liguri lo utilizza, contro un valore medio nazionale del 46,8%.

Sulla base dell’osservazione delle principali differenze che ne caratterizzano il livello di dotazione tecnologica, all’interno di ogni settore merceologico sono state individuate tre tipologie di imprese: low-tech, medium-tech e high-tech,.
Le aziende low-tech in Liguria sono circa il 44%: in esse il Pc è ancora poco presente e la tecnologia è utilizzata in modo marginale. Il valore è in linea con la media Italia, ma superiore di oltre 4 punti alla media del Nord Ovest, il che evidenzia una situazione ancora di rincorsa rispetto alle regioni più tecnologiche. In particolare, il commercio al dettaglio (72%) e i pubblici esercizi (77%) sono i due settori più low-tech.
Le aziende medium-tech sono invece il 45,4%, valore lievemente superiore al totale Italia (43,2%) e le high tech sono il 10,6%, inferiori di 2 punti rispetto alla media nazionale.

Se si confrontano questi dati con quelli delle quattro macro-regioni italiane, si osserva come la Liguria debba il suo lieve ritardo tecnologico rispetto alle altre regioni del Nord ovest principalmente alla peculiare composizione del tessuto produttivo locale Uno dei settori più tecnologici, quello dei servizi, ha infatti un peso numerico significativamente inferiore (40,4%, contro il 47,1% del Nord Ovest), a vantaggio dei due settori meno tecnologici, il commercio al dettaglio (30,5%, contro il 24,3% del Nord Ovest) e i pubblici esercizi (14,6% contro il 12,3%).

Le aziende liguri dimostrano di avere una consapevolezza diffusa nei confronti dell’Ict e chi non investe in tecnologia ne attribuisce la causa soprattutto ai costi. Questi i risultati nel dettaglio: su una scala da 1 a 7, il fattore costi raggiunge un’importanza di 4,4 per le aziende low tech e di 5 per quelle medium e high tech.
Questo è ben visibile anche in relazione all’accesso al web: le aziende richiedono in particolare provvedimenti rivolti alla tutela del libero mercato delle telecomunicazioni (82,7%) e politiche di finanziamento ad hoc (voto medio di 5,3 sulla scala da 1 a 7).
Particolare attenzione è riposta anche nel rapporto con i fornitori It e nella consulenza: la richiedono addirittura il 94,3% delle aziende low tech.

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