Hp prova a colmare il ritardo sulle Soa

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Si potenzia la strategia in un settore ad alto potenziale di crescita,
soprattutto mettendo a frutto le acquisizioni di Systinet e Mercury.

Non si può dire che Hp sia stata la prima azienda a far leva sulle Soa. Ma ora la casa di Palo Alto vuole rapidamente recuperare il terreno su competitor come Ibm o Bea e per accelerare i tempi sono arrivate negli ultimi tempi le acquisizioni di Systiner e Mercury. Grazie a queste, oggi, l’azienda può presentare un’offerta articolata, che mixa tecnologie frutto delle acquisizioni con alcune parti del proprio Openview, allo scopo di proporsi al mercato come one-stop shop per il passaggio a una logica Soa degli ambienti It aziendali.

Fra razionalizzazione e potenziamenti di software, Hp ha voluto soprattutto connettere insieme task che in precedenza dovevano essere eseguiti manualmente. Nella nuova proposta Soa, troviamo, per esempio, Systinet Registry/Repository 2.51, che aiuta a gestire i metadati e i relativi servizi, come la documentazione sui processi, dal disegno e pianificazione fino al deployment. Questa funzionalità diventa critica per il controllo delle versioni, visto che i servizi evolvono frequentemente. Inoltre, la nuova versione del prodotto Systinet include l’analisi dell’impatto dei cambiamenti, nella definizione dei servizi, degli schemi, dei contratti, delle policy, per poi offrire la capacità di migrazione del cambiamento nella produzione. Altre migliorie includono un policy configurator, che include un editor speciale per creare o modificare policy sui servizi. In precedenza, era necessario aprire i file Xml ed editarli manualmente, oppure assoldare consulenti per eseguire i cambiamenti.

Hp ha anche aggiunto alcune migliorie ai prodotti Mercury Quality Center e Performance Center, che ora sono meglio connessi a Systinet e integrano alcune caratteristiche mutuate dall’application management Openview. Quality Center può ora importare definizioni di servizi da Systinet, per generare automaticamente casi di test e poi esportare i risultati di nuovo verso Systinet, in modo tale che la qualità dei dati divenga parte del ciclo di vita del servizio.

Un altro aggiornamento interessante riguarda Mercury Business Availability Center, che ora ha aggiunto una componente di Soa Management, in modo da gestire le performance dei servizi e delle applicazioni composite. Anche qui sono state integrate funzionalità che provengono dall’application management Openview.

Ciascuno dei componenti introdotti da Hp indirizza aspetti importanti della Soa governance. Per esempio, la capacità di cambiare e supportare l’agilità del business dovrebbe essere uno dei vantaggi della Soa, visto che la necessità di automatizzare l’analisi dell’impatto dei cambiamenti è un aspetto critico. Allo stesso modo, poiché gli ambienti Soa possono consentire alle aziende di implementare più di una versione dei servizi, poter disporre di tool che tracciano le versioni e supportano la migrazione è un aspetto critico per traghettare gli utenti interessati dal servizio aggiornato verso la nuova versione.

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