Gartner prevede prezzi del software al ribasso

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Sotto la spinta di diversi fattori, tra cui la competitività dei Paesi emergenti e nuove modalità di servizio, l’accesso alle applicazioni porterà a dei costi inferiori.

Già da tempo l’hardware è diventato una commodity ma, sotto la spinta di diversi fattori, anche il software finalmente comincerà a ridimensionare i propri costi. Questo almeno secondo Gartner, che recentemente ha fatto il punto della situazione, pronosticando che da qui a dieci anni anche i prezzi di mercato saranno destinati a calare. I motivi che consentiranno agli utenti di poter trattare sul prezzo delle applicazioni sono diversi: le crescenti alternative disponibili, che condizioneranno i listini al ribasso a cui si aggiungono le proposte open source sempre più qualificate ma anche nuove modalità di approccio come, ad esempio, il business process outsourcing (Bpo), il software-as-a-service e le terze parti capaci di offrire servizi di manutenzione e aggiornamento a costi interessanti.

D’altro canto i Paesi emergenti contribuiranno a portare nuove economie di scala: la crescita delle software house cinesi e l’espansione dei mercati cinesi, brasiliani e indiani porteranno a un abbassamento dei prezzi del software, soprattutto sul fronte dei server, dei sistemi operativi, dei tool di sviluppo e delle tecnologie database. Nella sua analisi Gartner stima che entro il 2011 un quarto di tutto il software utilizzato dalle aziende sarà basato secondo l’approccio del software-as-a-service. La possibilità di abbattere i costi relativi allo sviluppo applicativo tramite soluzioni realizzate da professioniti “offshore”, come nel caso di alcuni servizi Web, sarà un ulteriore elemento che aiuterà gli utenti a negoziare i prezzi del software coi vari vendor di riferimento.

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