Econocom si rafforza in Italia comprando Tecnolease

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L’acquisizione proietta lo specialista di noleggio e asset management ai vertici nazionali del comparto

Quello del noleggio di prodotti informatici è un mondo abbastanza misconosciuto eppure molto attivo in Italia. Non poche, infatti, sono le aziende, anche di grandi dimensioni, che, almeno in parte, non acquistano pezzi della propria infrastruttura tecnologica, ma la affittano, per ragioni di flessibilità organizzativa o semplicità amministrativa.

Se Ecs è il leader più o meno consolidato del settore, in Italia si sta facendo largo Econocom, filiale locale dell’omonimo gruppo belga, che ha di recente messo a segno l’acquisizione della diretta concorrente Tecnolease. “Volevamo ampliare e meglio radicare la nostra presenza sul territorio – commenta il direttore generale Alessandro Villa e Tecnolease ci consente di farlo, dandoci maggior visibilità verso la fascia media della clientela”. In effetti, finora Econocom aveva lavorato soprattutto con aziende di dimensioni piuttosto grandi, arrivando, in circa cinque anni di presenza in Italia, a raggiungere un fatturato superiore ai 40 milioni di euro. Ora, con l’arrivo di Tecnolease, l’azienda può vantare una chiusura di 2007 intorno ai 53 milioni di giro d’affari e con l’obiettivo di crescere ancora del 20% nell’anno appena iniziato.

La crescita della società è lo specchio di un cambiamento che sta spostando il focus dal noleggio classico, basato sui prodotti, al più ampio asset management e alla realtà dell’utente, con tutti gli oggetti che usa nella propria attività, quindi non solo il pc, ma anche palmari e software connessi. Questo passaggio si riflette anche nella messa a punto di una nuova proposta di contratto, denominato Technology Refresh Optino (Tro): “L’idea di base – spiega Enrico Tantussi, direttore commerciale di Econocom Italia – si avvicina alla logica del pay per use. In pratica, il cliente paga un canone costante e riferito al valore dei beni informatici noleggiati, ma non ha più vincoli di riconsegna al termine di un dato tempo di utilizzo. Inoltre, nel lasso di tempo coperto dal rapporto, potrà anche aggiornare i prodotti”. La durata iniziale minima del contratto è di 36 mesi.

L’evoluzione connessa al Tro sta anche cambiando la tipologia di interlocutore per Econocom, che può rivolgersi non più semplicemente al responsabile dei sistemi informativi, ma anche al direttore finanziario o al responsabile degli acquisti. In parallelo, anche il rapporto con i partner di canale è in transizione: “Per ora, abbiamo definito un vero e proprio programma con cinque operatori – illustra Villa – ma lavoriamo attivamente con una decina di partner. Un altro gruppo di treze parti ci conosce e collabora con noi. Per loro e per altri operatori, il Tro apre nuove opportunità, visto che Econocom non si occupa di servizi tecnologici e questo può costituire un’opportunità di business per il distributore o rivenditore”.

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