Di ritorno dal Cebit: verde, sicuro ma sottotono

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Una manifestazione che sta vivendo un momento di passaggio verso un modello più BtoB, che punta su grandi temi, dalla social responsability al Green It. Senza disdegnare i visitatori più consumer, che fanno numero

Sottotono è l’aggettivo che userei per descrivere il Cebit di Hannover, anche’esso vittima della crisi delle fiere che ha via via, negli anni, toccato il Comdex di Las Vegas, fino allo Smau in salsa italiana.
Un Cebit con padiglioni grandi e poco frequentati, dall’aria molto tedesca e poco internazionale, nonostante grandi nomi si siano alternati tra gli invitati, da Ballmer con il suo Keynote, a Sarkozy padrino della manifestazione.

A dire il vero, dalla mia due giorni ad Hannover, mi aspettavo di più: le tre aree attorno alle quali ruota il Cebit – rispettivamente dedicate alle “Business Solutions” per l’utenza professionale, alle “Public Sector Solutions” per la pubblica amministrazione e alla “Home & Mobile Solutions” per le soluzioni mobile – hanno mostrato soluzioni già viste (la piattaforma server di Microsoft, le novità mobile presentate a Barcellona o al Ces di Las Vegas..) a parte qualche attesa e interessante eccezione (Asus, Amd, Cisco…).

Ma se lo spostamento verso un taglio BtoB è rilevante, i padiglioni più frequentati (da un popolo di zainetti, quello che Smau ha allontanato nelle ultime edizioni) rimangono ancora quelli dedicati al gaming e della mobility, con un’eccezione interessante per l’area Planet Reseller, dove vendor in abbinata con distributori locali hanno mostrato l’anima commerciale e tedesca dell’evento, “finalmente business”.

Grandi temi ricorrenti: sicurezza delle infrastrutture e delle soluzioni, impegno ambientale, storage, virtualizzazione, social responsability, mobility. Non c’è azienda che non abbia decantato questi aspetti negli stand e nelle brouchure, anche se il comune denominatore del Green It tra i grandi vendor – da Sun a Novell, da Ibm a Hitachi – sembra più una scommessa che una realtà.

La domanda di fondo rimane sempre la stessa (me la faccio ogni volta che un grande expo si avvicina): nell’era di Internet, vale ancora la pena di imbarcarsi su un aereo e visitare padiglione per padiglione le fiere intorno al mondo? Il polso del mercato passa da lì, anche quando il mercato, purtroppo, non è più sfavillante come una volta. Credo che al di là delle novità presentate (ovviamente importanti), questo sia l’aspetto che ogni fiera trasmetta, da non sottovalutare.
Le notizie raccolte, le persone incontrate, le trovate nei post su Blog Eventi, un luogo virtuale dove il mio “scetticismo” sul cebit viene calmierato dalle novità.

Di la tua in Blog Cafè: In diretta dal Cebit: rassicurante o scontato?

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