Confindustria: l’Italia può vincere una maratona

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Dieci proposte per il nuovo governo che, secondo Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici, sono l’unico modo per tornare a far correre l’Italia

“Per il 2008 le stime di crescita per l’Italia sono dello 0,8%, ma molto dipenderà dal prezzo del petrolio, e la crescita del Pil nazionale sarà molto vicina allo zero”. Questo è la previsione espressa dal presidente di Confindustria, Luca Cordero Di Montezemolo, alla prima Conferenza nazionale dei Servizi Innovativi e Tecnologici. Secondo Montezemolo, “l’Italia sta drasticamente rallentando e si profila una stagione molto difficile, sia per i consumi sia per la crescita del Paese”. Il presidente di Confindustria ha quindi auspicato un grande dialogo tra le forze politiche, anche perché con l’Italia con rischio di crescita zero non ha più tempo da perdere .

Dal canto suo Alberto Tripi, Presidente di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici ha affermato: “Chi ha responsabilità di Governo deve confrontarsi con la priorità nazionale della crescita economica, ma con la consapevolezza che oggi le politiche per la crescita, in tutti i paesi avanzati, coincidono con la politica per l’innovazione. Una politica che l’Italia ha avuto in modo talmente frammentario e discontinuo da non consentire mai di costituire un sistema e da non incidere su qualità e ritmi del processo di sviluppo. Tuttavia, nel mondo globalizzato, stare fermi significa arretrare e accumulare ritardi che sarà sempre più difficile e oneroso colmare. Così ora siamo di fronte a una scelta obbligata: per crescere non basta rimetterci in marcia, dobbiamo accelerare il passo, correre, altrimenti il ritardo continuerà ad approfondirsi. Abbiamo i numeri per far correre l’Italia. I concorrenti internazionale stanno correndo più di noi e se non pensiamo di tenere il passo rischiamo di restare irrimediabilmente indietro”.
Così per non rischiare di rimanere indietro Confindustria ha stilato una “tabella di corsa” con dieci proposte per il nuovo governo volte a sbloccare la crescita e l’innovazione.

La prima proposta riguarda una vera liberalizzazione dei mercati. “Abbiamo la percentuale di servizi pubblici più bassa tra tutti i paesi avanzati – ha commentato Tripi. Occorre quindi liberalizzare realmente i mercati, aumentando la loro contendibilità, superando gli affidamenti diretti della Pubblica Amministrazione e privilegiando qualità e competenza nelle gare pubbliche. Uno scenario in cui la Pubblica Amministrazione sia partner delle imprese, un facilitatore del loro sviluppo, non solo un onere burocratico ed economico. Ma, soprattutto, non sia un concorrente delle aziende, protetto da monopoli più o meno palesi, come invece accade sempre più spesso nel settore dei servizi”.

Investire nella conoscenza è il secondo punto del decalogo. “Il gap di conoscenza e di laureati sopratutto in materie scientifiche – ha sostenuto Tripi – è senz’altro una delle emergenze del nostro Paese. Per questo Confindustria Servizi Innovativi si propone come tutor di una didattica supportata da strumenti digitali dove si fa del merito e dell’eccellenza i cardini di tutto il sistema formativo, migliorando percorsi formativi, metodi di apprendimento e programmi scolastici e universitari”.

Il terzo punto riguarda il rendere semplice, efficiente e produttiva la Pubblica Amministrazione. Secondo Tripi, nella Pa è necessario acquisire conoscenze, innovazioni organizzative e tecnologiche che riducano gli oneri e migliorino i servizi per i cittadini e le imprese. Una digitalizzazione della Pa porterebbe a risparmi stimati nel 3% del Pil e la renderebbe più efficiente e produttiva.
Il quarto punto prevede di spingere l’innovazione, la ricerca, il trasferimento tecnologico e i nuovi modelli di management, per vincere le sfide globali, a favore delle imprese, soprattutto piccole e medie
Segue in quinta posizione l’adeguamento delle condizioni lavorative ai nuovi mercati, integrando flessibilità e sicurezza e promuovendo formazione continua, qualità dei risultati e ampliamento delle opportunità occupazionali e di reddito
La promozione della flessibilità e l’allargamento del mercato è la sesta proposta. Favorendo i processi di outsourcing, si otterrebbe l’aggregazione di imprese e lo start up di nuove iniziative

Il settimo punto è l’accelerazione della transizione al digitale. Ampliare il mercato dei contenuti pubblici e privati, valorizzare la libera concorrenza e la “proprietà intellettuale”. Accelerare la transizione alle tecnologie digitali promovendo norme ad hoc e nuovi modelli di business. Coprire il territorio con reti tecnologiche a larghissima banda e infrastrutture avanzate da realizzare con strumenti di finanza avanzata come il project financing.
Predisporre strumenti finanziari e di accesso al credito pubblici e privati, per rispondere meglio alle esigenze delle imprese innovative e ridurre gli insostenibili ritardi dei pagamenti. In tal senso Confindustria ha proposto un fondo pubblico per contribuire ai costi di “due diligence” per le Pmi che costituiscono un fattore di freno per il loro accesso al venture capital.
Equiparare gli oneri fiscali e tributari che gravano sui servizi con quelli dei Paesi con cui l’Italia compete, rendendoli incentivanti per investimenti e innovazione
L’ultima proposta prevede di dotare il Paese di reti infrastrutturali e tecnologiche in linea con gli altri Paesi più avanzati. Realizzare la diffusione delle reti, applicazione delle regole in maniera rigida, ampio ricorso al project financing per la realizzazione delle infrastrutture necessarie allo sviluppo del Paese.
A conclusione del suo intervento, Tripi ha affermato: “Un sistema sta in pedi se tutte le sue parti sono in moto. E vorremmo che questo nei prossimi mesi accada nel nostro Paese perché è l’unico per far tornare a correre l’Italia”.

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