Cna stila il suo vademecum per il nuovo governo

Enterprise
0 0 Non ci sono commenti

Dopo Confindustria, anche la Confederazione nazionale dell’artigianato lancia un appello alla politica sulle priorità della piccola e media impresa

Sono undici i consigli che Cna ha stilato per mettere a fuoco ciò che la piccola e media impresa ritiene prioritario e che chiede al prossimo governo. Secondo la Confederazione nazionale dell’artigianato, la strada che porta all’Italia nuova passa attraverso la promozione all’imprenditorialità e l’apertura dei mercati e conduce alla riduzione della pressione fiscale. Continua per la salita obbligata della riduzione della spesa pubblica e della diminuzione dei costi della politica per poi approdare a un’indispensabile semplificazione della vita delle Pmi. Serve inoltre affermare la strategia dello sviluppo sostenibile con una nuova politica energetica, costruire un nuovo patto sociale per il lavoro e garantire legalità e sicurezza.

«L’Italia possiede grandi ricchezze e formidabili potenzialità ma è un paese bloccato – spiega Sergio Silvestrini, segretario generale della Cna -. Gli indicatori ci dicono che l’economia italiana è in affanno da diversi anni: la crescita ci posiziona in fondo alla classifica rispetto ad altre economie europee e il debito pubblico è tra i più alti, mentre la competitività è bassa e calante in molti settori. Abbiamo infrastrutture inadeguate e strutture amministrative pesanti e inefficienti che rappresentano un forte ostacolo alla crescita».
Nella visione della Confederazione nazionale dell’artigianato, il Paese soffre poi di un inaccettabile divario tra le regioni del Centro-nord e il Mezzogiorno. «Le regioni del Sud, invece, devono rappresentare un volano per lo sviluppo dell’Italia – chiarisce Silvestrini -. La classe dirigente deve avere la determinazione di promuovere e attuare quelle riforme strutturali in grado di liberare le energie della nazione».

Ecco quindi gli undici punti stilati da Cna.
Promuovere l’imprenditorialità. Da accompagnare al sostegno dell’attitudine al rischio di chi decide di impiegare le proprie risorse in un progetto che lo veda protagonista. Cna ritiene sia compito della politica garantire la libertà di intraprendere, superando la visione che privilegia il lavoro dipendente e che motiva e giustifica trattamenti disuguali sotto il profilo dei costi e dei benefici contributivi e fiscali e delle tutele di natura previdenziale.
Aprire i mercati. Eliminare i monopoli, le rendite di posizione, promuovere la concorrenza. Imprese e cittadini devono poter trarre vantaggio dai benefici delle liberalizzazioni nei settori di maggiore impatto: banche, assicurazioni, servizi pubblici, energia, ordini e professioni.
Ridurre la pressione fiscale sulle Pmi. Sì alla riduzione progressiva delle aliquote Irpef al fine di sostenere i consumi e la domanda. Serve poi trasformare l’Irap in tributo statale aumentando la franchigia dall’imposizione per accrescere il numero dei soggetti esenti e consentire la deducibilità del costo del lavoro e degli interessi passivi per le imprese più piccole; ma anche introdurre un sistema di incentivi a favore di chi apporta capitale proprio e investe nel fattore umano. Quindi premiare la fedeltà fiscale e creare un clima di reciproca fiducia tra amministrazione finanziaria e contribuente.
Riqualificare e ridurre la spesa pubblica. La spesa pubblicava abbattuta e va promossa una sua maggiore qualificazione. Prioritario orientarla verso gli investimenti, le infrastrutture, la mobilità, la ricerca, l’innovazione.
Diminuire i costi della politica. È necessario per uno stato nuovo, efficiente e capace di decisione. I livelli amministrativi e decisionali si sono moltiplicati. Va ripensato il numero e le funzioni dei livelli amministrativi nell’esclusivo interesse del cittadino e delle imprese.
Semplificare la vita alle piccole imprese. Passare dall’amministrazione che autorizza all’impresa responsabile. Ridurre drasticamente la selva di adempimenti e norme spesso incerte, ripetitive, contraddittorie. Necessaria una legislazione non più prescrittiva ma precettiva, impegnando l’amministrazione esclusivamente sulla normazione e sui controlli.
Aumentare i livelli competitivi delle piccole imprese. Si tratta di sostenere il funzionamento delle filiere produttive e la costruzione di sistemi a rete e aggregazioni nelle quali ciascun imprenditore possa rimanere protagonista; adottare soluzioni tecnologiche e organizzative innovative; accedere ai mercati con approcci e capacità riservate a imprese di maggiori dimensioni.
Definire una nuova concertazione che riconosca il pieno ruolo delle Pmi. Oggi tutte le componenti vitali del Paese esprimono una forte domanda di cambiamento e di rilancio che impone di superare l’ingorgo di veti e di condizionamenti. La piccola impresa deve poter esprimere un peso commisurato al contributo che fornisce nell’economia del paese.
Nuova strategia di sviluppo sostenibile. Sì a una politica energetica che combini l’aumento dell’offerta, l’efficienza e l’ecocompatibilità delle fonti. Necessario liberalizzare definitivamente i mercati energetici per ridurre i costi per le imprese e rivedere in senso perequativo la fiscalità energetica, oggi troppo gravante sulle Pmi.
Nuovo patto sociale per il lavoro. Un nuovo patto che coniughi competitività e flessibilità con sicurezza e protezione. Va esaltato il ruolo delle parti sociali nei compiti di regolazione dei rapporti, nella gestione degli strumenti di solidarietà e sussidiarietà, nell’attivazione di un sistema di relazioni che favorisca la coesione sociale. E vanno sollecitati e sperimentati percorsi contrattuali innovativi e adeguati per garantire il coinvolgimento delle parti sociali attraverso la semplificazione della rappresentanza.
Garantire legalità e sicurezza. Nelle aree dove la situazione è maggiormente deteriorata, servono misure straordinarie di contrasto e un impegno vigile di tutte le componenti sane. Il contrasto al lavoro nero e al sommerso deve proseguire con determinazione ed è indispensabile intervenire sul sistema giudiziario per assicurare tempi celeri nei processi civili.

Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore