Cisco seleziona partner per le Pmi

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Paolo Delgrosso, direttore operazioni canali di vendita indiretta di Cisco italia, ne vuole 500 entro l’estate

Che Cisco stia da tempo pensando “pesantemente” alle PMI è un dato di fatto. Paolo Delgrosso, direttore operazioni canali di vendita indiretta di Cisco italia,non fa mistero del pesante investimento, in termini di prodotti e di programmi per i partner focalizzati sulla piccola media impresa, annunciati durante lo scorso Partner Summit e ora in parte rivisti. “Avevamo l’esigenza di creare una certificazione per i partner che operano nel mercato smb, che andasse a sostituire il vecchio programma conclusosi lo scorso agosto. A questa esigenza risponde ora la Select Certification, sia commerciale sia tecnica, erogata attraverso corsi di un’unica giornata da training partner qualificati ” precisa Delgrosso.
Fino a pochi mesi fa, tra il primo livello di partnership (Registered) e il successivo già impegnativo (Premier), non esisteva una via di mezzo in grado di interessare una larga fetta di rivenditori. La Select Certification va a colmare questa mancanza.

Obiettivo è certificare circa 500 partner entro la fine dell’anno fiscale (luglio)
, e reclutare tra i clienti un numero maggior di piccole e medie imprese. Non a caso la soluzione Unified Communications 500, ora disponibile sul mercato italiano, è espressamente indirizzata alle aziende che possono gestire fino a 48 connessioni. UC 500 raggruppa voce, dati, video, sicurezza e connessione wireless in una unica soluzione, “permettendo di controllare chiamate, messaggistica e mobilità ed eliminando i costi aggiuntivi. Tutti argomenti che rispondono alle esigenze delle pmi”, precisa Delgrosso.

L’attenzione al contenimento dei costi porta spesso ad acquisti incauti. Non a caso parte in questo mese la campagna di Brand Protection, dedicata ai partner Cisco ma anche agli utenti finali, per far fronte al problema dilagante della falsificazione, esplosa anche nel mercato IT. L’Italia farà da paese pilota, “ma non perché il fenomeno sia più accentuato nel nostro Paese, rispetto al resto del mondo. E’ purtroppo un fenomeno che a livello mondiale è cresciuto del 1700% negli ultimi anni” precisa Delgrosso.

Quanto i prodotti falsi impattino sul business di Cisco non è dato sapere, ma la clonazione di prodotti , a partire dalle card, reca danni a tutta le filiera, dal vendor fino all’utente finale. “Abbiamo una rete di investigatori che controlla i prodotti in commercio – spiega Delgrosso – ; la nostra strategia non sarà quella di bandire i rivenditori che acquistano prodotti illegali, ma di dare loro una seconda opportunità, convincendoli dell’importanza di avere un prodotto originale ”. Cisco promette che non farà pagine di pubblicità sui giornali citando i nomi dei rivenditori “incappati” nei tranelli, a differenza di altri vendor (leggi Microsoft) che, su intere pagine di quotidiani, citano nomi e cognomi dei dealer che propongono software piratato. Due metri, due misure.

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