Business Process Management è un mercato in crescita

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Bea Systems stima che questo comparto del software crescerà di dieci volte in cinque anni passando dai circa 500 milioni di dollari del 2006 ai 6 miliardi del 2011

Sintetizzando diversi report di analisi, articoli di settore e ricerche di mercato Bea Systems ha presentato un white paper sullo stato del mercato Bpm nel 2008. Secondo i benchmark di mercato e i dati statistici e analitici degli ultimi dodici mesi, gli esperti hanno marcato i trend che possono fungere da guida, a partire dal dato primario per cui il Bpm risulta uno dei mercati software a più rapida crescita, che si stima crescerà di dieci volte in cinque anni passando dai circa 500 milioni dollari del 2006 ai 6 miliardi di dollari del 2011.

Relativamente al consolidamento del mercato e alla convergenza tecnologica viene segnalato come il mercato del Bpm nel 2006 fosse costituito da 150 vendor riconosciuti, ridottisi a 25 nel 2007. I grandi vendor enterprise-class, infatti, stanno sostituendo i piccoli “pure play”, offrendo soluzioni più olistiche che uniscono Bpm a collaborazione, portali, gestione dei documenti, Soa, architetture event-driven e business intelligence. Inoltre il Bpm risulta sempre più usato per gestire i processi che spaziano tra le applicazioni multiple packaged. La ricerca di Bea dimostra che il 65% delle implementazioni Bpm integra tre o più sistemi e il 60% dei clienti completa la prima implementazione in meno di sei mesi.

Gli intervistati hanno indicato che sfide organizzative come le politiche interne, il cambiamento di gestione, la mancanza di competenze degli analisti business o l’allineamento organizzativo pesino più dei cambiamenti tecnici che possono ostacolare l’implementazione Bpm. Di contro, le aziende che sviluppano con successo soluzioni Bpm non si concentrano solo sulla tecnologia, ma considerano la continua ottimizzazione dei processi come una priorità della strategia di business. Un indicatore importante è quello relativo al Bpm e alla sua relazione con la collaboration e il social computing: i nuovi tool, infatti, permettono agli utenti business di partecipare alla realizzazione, gestione e monitoraggio, utilizzando queste interazioni non strutturate per migliorare la produttività e concentrarsi sulle best practice.

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