Bmc dettaglia la propria strategia open source

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Il sito Bmc Developer Network fungerà da raccordo tra tutti gli sviluppatori.

Con il lancio di Bmc Developer Network e quattro progetti opensource sotto l’egida della Bsd (Berkeley Software Distribution) License, ovvero una famiglia di licenze permissive per software, il vendor in occasione dell’Oscon (Open Source Convention) di Portland ha rivelato i particolari della propria roadmap open source oriented, inaugurata a marzo di quest’anno.

I quattro nuovi progetti sono adattatori software che integrano tecnologie sia chiuse che aperte in un configuration management database (Cmdb), ospitate sul nuovo sito Bmc Developer Network. Tale sito viene proposto come centro di sviluppo per i prodotti chiave dell’azienda e che, attraverso forum, analisi, blog e risorse di progettazione addizionali, contribuirà a costituire una community aperta che evolverà in base alle esigenze di ogni sviluppatore.

Insomma, un sito che sottolinea gli sforzi di Bmc nel cercare di coadiuvare e potenziare un’interazione finalizzata a raggiungere la massima produttività. Le malelingue hanno commentato che Bmc probabilmente fosse troppo impegnata a interfacciare, dal momento che i nomi dei progetti sono impronunciabili: Alt2Cmdb, Cwks2Cmdb, Hpac2Cmdb, E Land2Cmdb. Il primo crea un’integrazione unidirezionale dei dati tra Atrium Bmc Cmds e Altiris Service e l’Asset Management Suite di Symantec mentre il secondo fa la stessa cosa per CiscoWorks Resource Manager Essentials. Il terzo è un adattatore che si relaziona all’OpenView AssetCenter di Hp, mentre l’ultimo fa riferimento a LanDesk Asset Manager di Avocent. Secondo il portavoce aziendale la Bsd License utilizzata rappresenta una formula di licensing aperta, ad oggi inedita sul mercato.

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