Blatur e Fava: così ti riduco la spazzatura nell’e-mail

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Grazie a InterScan Gateway Security Appliance, le due società hanno ridotto del 70% le mail spazzatura e regolato l’utilizzo di Internet, adempiendo alle norme sulla protezione di dati e privacy

Realtà produttive distinte, Fava e Baltur fanno capo alla stessa famiglia di imprenditori ferraresi. Dal 1937, Fava opera nel settore della produzione di macchine e impianti industriali per l’essiccazione di pasta alimentare negli impianti per pastifici. L’azienda, che annovera circa 250 dipendenti, vanta clienti in tutto il mondo, tra cui nomi noti come Barilla e De Cecco. Baltur, invece, da oltre 50 anni si occupa di tecnologie per il clima con un’ampia gamma di bruciatori, caldaie e condizionatori. Oggi conta circa 200 dipendenti. Entrambe le aziende hanno sede a Cento (Ferrara) in edifici adiacenti, col¬legati da una rete in fibra ottica, e condividono l’intera infrastruttura It. In particolare, il centro elaborazione dati di Baltur gestisce le risorse informatiche e supporta gli utenti di entrambe le aziende.

L’infrastruttura It condivisa dalle due aziende è piuttosto articolata e complessa: globalmente, conta circa 250 postazioni client amministrate tramite un sistema AS/400, che ospita ilsoftware gestionale di entrambe le società, 30 server (Windows e Linux) e due server di posta Lotus Domino. Per quanto riguarda la dotazione software, tra le altre sono presenti soluzioni di business intelligence e di back-up ed è stato avviato un progetto di virtualizzazione delle macchine basato su tecnologia VmWare.

Com’è ormai consuetudine oggi nella maggior parte delle aziende moderne, sia Fava sia Baltur fanno ampiamente uso della posta elettronica e di Internet, diventati strumenti di lavoro quotidiano. “Avevamo però la necessità di ridurre drasticamente la quantità di e-mail indesiderate – ha spiegato Luca Faccenda, It Manager Baltur – e di gestire più efficacemente l’accesso a Internet”.

La soluzione alle necessità delle due aziende è stata individuata inInterScan Gateway Security Appliance (Igsa), il software Trend Micro “tutto compreso” per la gestione e protezione dei contenuti che, in una sola unità integrata, offre funzionalità anti-spam e di filtro Url e dei contenuti, oltre a quelle di antivirus e di anti-spyware. Bloccando le minacce informatiche a livello del gateway Internet, quindi prima che possano penetrare nella rete aziendale, Igsa protegge in modo efficace i dati e le risorse It, migliora la produttività e riduce i costi per la conformità normativa. Nella valutazione delle soluzioni più idonee a soddisfare le proprie esigenze, Baltur e Fava si sono avvalse della consulenza di Media Beat, partner Trend Micro che da diversi anni supporta le due aziende ferraresi nella gestione It. “L’appliance di Trend Micro è stata scelta soprattutto perché rispetto ai prodotti concorrenti si è rivelata più completa sul piano funzionale e, quindi, in grado di meglio rispondere alle diverse esigenze di Baltur e Fava, sia in termini di antispam sia di Url filtering e di blocco dei contenuti inappropriati”, ha spiegato Luca di Luzio di Media Beat.

“Con la soluzione Igsa – ha sostenuto Luca Faccenda, It Manager Baltur – abbiamo ridotto lo spam del 70% e regolato la navigazione da parte degli utenti, riuscendo a ottemperare, facilmente e con costi contenuti, agli obblighi di legge sulla protezione dei dati e sulla privacy”.

A trarre vantaggio della riduzione dello spam sono stati soprattutto gli uffici che lavorano con l’estero. Come è noto, la maggior parte delle mail indesiderate è in lingua straniera, soprattutto inglese, e ciò comportava ai dipendenti di questi dipartimenti una grande perdita di tempo nella verificare se si trattasse di reali richieste di ordini, di informazioni utili ai fini dell’attività aziendale o, appunto, di messaggi inviati da spammer.

Altrettanto significativi i vantaggi ottenuti nella gestione dell’accesso a Internet. “Igsa e il suo sistema di Url filtering ci hanno permesso di evitare la navigazione sui siti potenzialmente pericolosi o dai contenuti per vari motivi inappropriati – ha concluso Faccenda -, concentrandola sulle aree del Web più attinenti al business aziendale. In questo modo, riusciamo a ottemperare, facilmente e con costi contenuti, a quanto imposto dalle norme per la protezione dati e della privacy”.

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