Sun si rifà viva sul fronte del supercalcolo

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Constellation si posiziona in top di gamma, pur essendo basato su blade standard multi-Os e multiprocessore.

Il supercalcolatore Constellation di Sun prende forma. Annunciato nel giugno scorso, il sistema è stato appena installato (primo esemplare) al Texas Advanced Computing Center (Tacc). La “bestia” utilizza solo elementi standard (con l’eccezione dello switch Infiniband) e si compone di 82 server blade inseriti nello chassis ad alta densità SunFire 6048, 72 server storage X4500 e due switch Datacenter 3456. Questi ultimi, conosciuti con il nome in codice di Magnum, supportano una velocità di 110 Tb/s e gestiscono 3456 porte.

Sun sottolinea che lo chassis può ospitare indifferentemente blade server dotati di processori Intel Xeon, Amd Opteron o Sun Sparc, con sistemi operativi Windows, Linux o Solaris. La potenza elaborativa dichiarata è pari a 521 Teraflops, quindi superiore a quella dell’Ibm Blue Gene/L (360 Teraflops).

Con questo sistema, Sun fa il proprio rientro nel mondo dell’Hpc (High Performance Computing), un mercato che, secondo Idc, cresce a un ritmo tre volte superiore rispetto a quello dei server enterprise ed è destinato a passare dai 10 miliardi di dollari del 2003 ai 15,5 miliardi del 2011. Anche in quest’ottica, si può inquadrare l’acquisizione del settembre scorso di Cfs (Cluster File System), specialista di file manager e produttore di Lustre.

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