Lo Iam va correlato al business

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Gartner vede ancora sfide da affrontare per un successo più compiuto
dell’identity and access management.

Anche se è ormai ampiamente riconosciuta la necessità di proteggere gli accessi alle applicazioni e alle altre risorse It le aziende sono ancora in ballo con i problemi di gestione annessi e connessi. Quello dell’identify and access management (Iam) è ancora un grosso problema in quanto, secondo Gartner, è necessario definire un livello più definito a livello procedurale, che comprenda architetture, controlli e processi.

Il fatto è che la tendenza è quella di affrontare il discorso dal punto di vista tecnico, focalizzandosi su come integrare la gestione delle identità sulle applicazioni e i sistemi esistenti. La gestione degli accessi, che rappresenta invece una componente legata a doppio filo al business e alla sicurezza, secondo gli analisti, ha un impatto molto più vasto. Gartner suggerisce dunque di concentrarsi maggiormente sui meccanismi di controllo e di processo del business, per definire una procedura di controllo delle identità e degli accessi che tenga anche conto del profilo delle persone riconosciute dal sistema.

Lo Iam, dunque, non è e non deve essere relegato come tecnologia di livello inferiore. Spinte dalle normative in materia, sempre più precise circa la gestione fiscale e legale delle informazioni e della tutela dei dati, imprese e organizzazioni devono definire politiche di controllo trasparenti e conformi. Secondo la società di ricerca tutto questo comporta una complessità infrastrutturale, coinvolgendo un ventaglio di strumenti software che rispondono a diverse istanze di controllo, gestione delle identità, verifica, autenticazione e auditing.

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