La strada aperta dello storage di Sun

Data storage
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Dopo applicativi e sistemi operativi, la casa californiana rende open source anche le proprie soluzioni di archiviazione.

Crescono nelle aziende i dati da gestire e, di conseguenza, il segmento dello storage è fra quelli dati in crescita più costante da tutti i principali analisti. La vendita di soluzioni e dispositivi di archiviazione viene spinta dalla continua espansione di dati non strutturati ricevuti e distribuiti, norme che richiedono tempi di conservazione lunghi, aziende che usano asset digitali per la crescita del business e necessità legate alla compliance normativa.

Nell’aggiornare la propria gamma, Sun ha pensato di cogliere l’occasione per lanciare nuovi messaggi di apertura, con l’intento di “cambiare l’equazione economica nel campo dell’archiviazione – come ha sottolineato Vincenzo Matteo, Global Sales & Service Storage Practice Manager della filiale italiana -. La flessibilità richiesta dalle moderne infrastrutture storage può trovare un importante perno nell’adozione di formati open, che consentono di recuperare i dati necessari là dove si trovano da qualunque luogo, potendoli ad esempio spostare da dischi a nastri senza difficoltà o potendo utilizzare cartucce di differenti formati nella stessa cella”.

In particolare, con StorageTek Sl3000, Sun ha lanciato la propria prima libreria modulare per il midrange capace di supportare sia i sistemi aperti che gli ambienti mainframe. Secondo Matteo, la soluzione “amplia il portafoglio dell’offerta in funzione della scalabilità, consentendo alle aziende di gestire il proprio storage, sgravandole dalla necessità di continuare a espandere la propria infrastruttura in base alla crescita esponenziale dei dati”.

La società, inoltre, con StorageTek T9840D ha rilasciato la quarta generazione di soluzioni a nastro, le cui caratteristiche salienti sono la possibilità di leggere anche le versioni precedenti dei supporti a disco e un più rapido accesso ai dati.

Tra le novità segnalate va menzionata la terza versione di Content Infrastructure System (Cis), definite come un’archive in a box. Infine, la società ha spianato la strada all’opensource anche per i propri software di storage: Sun StorageTek 5800 System (Honeycomb) in un primo tempo, ma presto anche Storage Archive Manager e Sun Crypto Key Management System 2.0.
In particolare, Sun passerà in open source il proprio sistema di archiviazione HoneyComb, appena qualche mese dopo la disponibilità della versione finale. Per precisione informativa, il dispositivo di storage “HoneyComb” StorageTek 5800 è già sul mercato da un paio d’anni, mentre ora Sun ha messo in open source la parte software, a breve distanza dal lancio ufficiale.

L’obiettivo di questo sistema è di memorizzare dati fissi (video, musica o altri documenti) che, una volta scritti, saranno manipolati più volte, ma non saranno più modificati. Per rispondere a questa specifica necessità, HoneyComb utilizza un file manager object-oriented (e non a blocchi, come quelli classici). È così possibile classificare fino a 100 milioni di oggetti, che rappresentano diversi petabyte di dati.

Disponibile sotto licenza Bsd sul sito OpenSolaris, il software Honeycomb StorageTek 5800 Open Edition si installa su qualunque piattaforma x86 o x64. Sun l’ha anche concessa alla comunità Java e alla Snia (Storage Networking Industry Association), affinché questo sistema sia conosciuto il più possibile e ne sia rafforzata l’interoperabilità. L’idea è che se gli sviluppatori possono utilizzare gratuitamente il software e comprenderne i vantaggi, si rivolgeranno agli uffici acquisti per avere un hardware adatto e una versione commerciale del software al tempo della messa in produzione. Un metodo marketing che ha già funzionato per Java e Solaris.

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