La fusione “tranquilla” fra Symantec e Altiris

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A distanza di cinque mesi dall’integrazione, si concretizzano i segni del
cambiamento e si chiarisce la roadmap.

L’annuncio era stato in gennaio, ma dall’aprile scorso Altiris è stata effettivamente integrata in Symantec, diventando una delle quattro divisioni del gruppo. Nell’ottica del vendor, amministrazione e sicurezza devono necessariamente avere un percorso comune e, in sede di primo bilancio, sembra che questa logica sia stata condivisa anche dalla clientela.

Naturalmente, la fusione ha portato dei cambiamenti anche nelle gamme di prodotti. In casa Symantec, non figura più a catalogo l’applicazione LiveState Discovery e lo stesso è accaduto in Altiris per CarbonCopy e Recovery. Gli attuali utilizzatori beneficeranno di un’assistenza di due anni prima di migrare verso Altiris Client Management Suite, pcAnywhere e Symantec BackUp Exec. Quest’ultimo prodotto integrerà completamente tutte le funzioni di Altiris Recovery per client e server, prima di entrare a far parte della futura piattaforma di amministrazione Altiris 7.0, attesa per il secondo trimestre del 2008. Allo stesso modo, i prodotti Ghost di Symantec saranno utilizzati come strumenti per la creazione di immagini disco in Altiris Deployment Products.

Nell’attesa di Altiris 7.0, dovrebbe arrivare un aggiornamento con la versione 6.8, che integrerà direttamente Symantec BackUp Exec e un nuovo tool chiamato Privilegi Management Essentials, che gestisce i diritti d’accesso alle applicazioni e le password durante il deployment, per limitare le perdite di produttività.

Quanto al futuro, Altiris potrebbe approfittare del know-how di Symantec per fare i primi passi nel mondo del largo consumo, con strumenti di migrazione da vecchi a nuovi pc, soprattutto in termini di sistema operativo. Tuttavia, i primi eventuali prodotti non dovrebbero arrivare prima del settembre 2008.

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