Ibm porta a quota 6 la Power Generation

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Con il processore Power 6 Ibm rinnova la sua sfida a Sun ( Sparc 64) e Hp (
Itanium 2)

Con il processore Power 6 Ibm rinnova la sua sfida di potenza a Sun ( Sparc 64) e Hp ( Itanium 2). Le maggiori pretazioni tuttavia riescono ad essere contenute nelle medesime caratteristiche di consumo energetico del Power 5 (cui peraltro in Ibm si assicura ancora una lunga vita , soprattutto nel mercato italiano, anche con un prezzo ridotto). Il P6 è un processore dual core che gira con un clock che per ora arriva a 4,7 Ghz, ma che avrà ancora modo di crescere in Hertz e in numero di core.
I responsabili italiani della filiera dei sistemi P assicurano che nei laboratori della società sono pronti chip che arriveranno anche a 6 Ghz e utilizzeranno sempre la stessa nuova tecnologia litografica da 65 nanometri, una densità di transistor su chip che ha permesso anche la produzione dei più recenti processori di Intel. Il Power 6 utilizza internamente una enorme capacità di banda (300 Gbps) che, come fa notare Big Blue in vena di analogie, equivale in termini teorici alla possibilità di eseguire il download di tutto il catalogo di Itunes ( 5 milioni di canzoni) in 60 secondi. O, con un altro confronto, disporre di un sistema di supercomputing della classe di Deep Blue con il doppio della potenza di quello che dieci anni fa sconfisse a scacchi Gary Kasparov.

In realtà con 4 volte la memoria cache su chip del modello precedente ( 8Mb) il processore nasce per far girare su server di fascia alta ( System P) il sistema operativo Unix in versione Ibm (Aix) che a novembre arriverà anch’esso alla release 6.
Il gioiello tecnologico di Ibm è nato per attirare le aziende con grandi data center alle prese con le attività di consolidamento e di virtualizzazione, anche di Linux in macchine virtuali x86. Infatti nelle considerazioni con cui Ibm ha accompagnato il lancio italiano del processore non sono tanto le prestazioni, ma la complessità dei progetti di consolidamento dei server e di virtualizzazione delle applicazioni che preoccupano la realtà dell’utenza.
Questo tipo di macchine nasce , grazie al nuuvo chip e al prossimo Aix 6, con capacità impensate di bilanciamento dei carico di lavoro e di migrazione delle applicazioni, senza il minimo blocco del sistema complessivo e nessun fermo macchina. Da agosto sarà disponibile per il downlaod una versione beta di Aix 6.

Quanto ai consumi energetici Ibm segue il trend consentito dall’attuale tecnologia del raddoppio delle prestazioni a parità di consumo. Il chip possiede caratteristiche di gestione dei consumi interni di tipo autonomo , che nei prossimi mesi potranno essere programmate anche dall’esterno. Il raffreddamento e il consumo energetico sono un altro dei problemi emergenti nei data center . Il processore rientra nel progetto Big Green con il quale ibm, come del resto hanno fatto Hp e Sun, ha impegnato un miliardo di dollari per realizzare un’offerta complessiva di soluzioni It ?verdi? ad alta efficienza energetica.
Gli analisti di Idc , citati da Ibm, ricordano che per ogni euro speso in hardware vengono consumati 50 centesimi in energia per alimentazione e raffreddamento.

A livello di sistema per il P6 si parte con una soluzione midrange fino a 8 vie per un totale di 16 core. Il server System P 570, rivale degli Hp rx 7640 con Itanium 2 e dei Sun Sunfire 890 con Sparc 64. è in grado di fare girare inalterati tutti i programmi già disponibili con piena compatibilità binaria.
Nato per la virtualizzazine e il consolidamento di server low end utilizzerà, se dotato di Aix 6, una tecnica chiamata Live Partition Mobility nata per spostare macchine virtuali e applicazioni tra server senza alcun downtime. Le licenze software vendute sulla base del numero di Cpu potrebbero essere drasticamente ridotte liberando risorse di budget a disposizione dei responsabili It a favore di azioni specifiche a supporto dell’innovazione all’interno del business delle loro aziende.

Quanto al mercato dei sistemi Unix , Ibm ha rilasciato un dato Idc che mostra come negli ultimi 5 anni Ibm abbia guadagnato quasi 11 punti di market share per fatturato a fronte di decrementi di Hp e Sun Microsystems. In Italia , Ibm era partita nel 2001 al terzo posto dietro Hp e Sun. Ha poi guadagnato nel tempo trimestre su trimestre quote di mercato fino ad occupare nel quarto trimestre del 2006 il primo posto con un quota del 39%, seguita da Sun con il 28 %, da Hp con il 27%.

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