Hp, rinnovo di Integrity e Unix

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Hp-Unix integra virtualizzazione e disponibilità. Server Itanium 2 entry
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Il tema dei nuovi data center è sempre la virtualizzazione del risorse It per rendere disponibile all’innovazione una parte del budget economico senza lasciarsi affogare dalle attività di manutenzione e operative che attualmente ne assorbono quasi due terzi . Ad esso si aggiunge poi il discorso del risparmio energetico e del raffreddamento, nel quale va a finire il 60% della spesa energetica di un data center.
Hp si esercita in un nuovo svolgimento del tema con il rilascio di una nuova versione dello Unix di casa , l’Hp-Ux, e di una nuova offerta di server entry level della linea Integrity basata su Itanium.

Lo Unix di Hp compie vent’anni con mezzo milione di server mission critical installati nel mondo. Secondo i tecnici di Hp la nuova release 3 di Hp-Ux 11i è il migliore substrato possibile per le attività di virtualizzazione tramite il Virtual Server Environment, mentre le prestazioni migliorano del 30% sulla piattaforma Integrity senza alcun intervento sul piano applicativo. Aumento anche per le risorse indirizzabili su disco per le quali in Hp si parla di Zbyte, pari a un miliardo di Terabyte gestiti.
I nuovi Integrity rx2660, a rack, e Bl860c, un blade server che condivide con gli altri della stessa famiglia l’enclosure in grado di alloggiare anche lame Proliant e Storageworks, mettono al servizio del nuovo Unix le Cpu Itanium 2 della generazione Montecito , in attesa di passare a supportare la prossima generazione di processori.

Come ricorda Gianni Rugginenti, responsabile dei sistemi Business critical di Hp Italia, l’ambiente Vse su Unix resta la piattaforma di riferimento per gli ambienti Oracle , Sap, anche R/3, e Bea. Ma il nuovo server Rx2660 batte anche i server Sun sul terreno di casa, le prestazioni in ambiente Java.

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