Grandi aspettative per il nuovo z10 di Ibm

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La società ha compiuto investimenti massicci sul nuovo mainframe pensato per un intensivo uso e con specifiche caratteristiche di sicurezza

Ibm ha investito 1,5 miliardi di dollari e cinque anni di sviluppo per realizzare quello che viene proposto come il più sofisticato dispositivo It mai costruito. 50 volte più veloce dei suoi predecessori e con performance raddoppiate per un uso della Cpu intensivo, il nuovo z10 equivale a qualcosa come 1500 server distribuiti basati su architettura x86, riducendo però l’impatto ambientale dell’85% e abbassando della stessa quota i consumi energetici.

Il mainframe di ultima generazione targato Big Blue è equipaggiato con processore a 64 bit che sfrutta tecnologia quadcore per supportare software Linux, Xml, Java e, naturalmente, WebSphere. Puntando a una soluzione fattivamente multipiattaforma per z10, Ibm ha anche stretto una partnership con Sun per ottimizzare il sistema operativo Open Solaris. La filosofia dello sviluppo, infatti, persegue un’architettura di processo orientata ai servizi.

Sul fronte della sicurezza z10 include una gestione delle autorizzazioni che utilizza algoritmi di crittografia multilivello che permettono l’identificazione e l’autorizzazione per accedere ai servizi e alle risorse aziendali. Sul fronte del design la soluzione rimane più bilanciata per consentire una gestione più maneggevole dei carichi di lavoro e in questo senso si spiega anche il supporto a Java della piattaforma.

Z10 sarà proposto al mercato come alternativa ai server midframe o midrange e, secondo gli esperti, tra sei mesi potremmo aspettarci l’edizione babymainframe a prezzi più contenuti.

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