Fujitsu Siemens Computers, Hp, NetApp: Le risorse dello storage non sono infinite

Data storage
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La virtualizzazione rappresenta il migliore rimedio ai limiti delle capacità storage. Stefano Vismara, Value Product manager di Fujitsu Siemens Computers, Paolo Votta, Product Marketing manager StorageWorks Division di Hp italiana, Antonio Lupo, direttore marketing di Network Appliance Italia rispondono al quesito

Tema caldissimo e di grande attualità: la virtualizzazione dello storage. Mentre quella dei server nei data center è considerata come un dato acquisito e sembra essere diventata una partita a tre tra Citrix (Xen), Microsoft e Vmware, sul fronte dello storage i giochi non sono ancora così chiari. Per gli utenti invece le promesse della virtualizzazione si valutano in termini di risparmio degli investimenti e di adattabilità dell’infrastruttura It al core business delle aziende.
Le risorse di storage non sono infinite. Tra le tecniche di risparmio delle risorse It esistono diverse soluzioni di ottimizzazione e virtualizzazione. Difficile per gli utenti indovinare la giusta direzione. Come ottenere il massimo, ma essere flessibili e non mancare gli obiettivi di budget?
In questa ultima parte dell’inchiesta sono state coinvolte tre aziende impegnate da tempo su questi temi che possono articolare proposte diverse, ma ugualmente interessanti. Hanno risposto a questa domanda Fujitsu Siemens Computers, Hp, NetApp Italia.

Per Stefano Vismara, Value Product manager di Fujitsu Siemens Computers: “La virtualizzazione rappresenta il migliore rimedio ai limiti delle capacità storage. Attualmente è possibile notare come l’adozione di questo tipo di soluzione stia riscuotendo ampi consensi non solo nelle aree host-server, ma anche nelle infrastrutture di storage vere e proprie, con numerosi benefici per l’utente finale.
Un primo layer di virtualizzazione può essere integrato direttamente nel sottosistema storage, dove per esempio la capacità dei singoli volumi può essere aumentata o diminuita a seconda delle necessità senza nessun impatto, quale il fermo macchina, sulle attività di produzione. Questo rende molto più flessibile la gestione dello spazio disponibile, attivando nuove risorse solo quando effettivamente necessario o deallocare spazio per gli applicativi non proprio business critical.
I sistemi di storage FibreCAT di Fujitsu Siemens Computers consentono all’utente di scegliere se inserire i dati su costosi e performanti dischi SAS o Fibre Channel oppure su dischi SATA più economici e con maggiori capacità, che ad oggi raggiungono 1 Terabyte per singolo disco. In questo modo è possibile decidere quale sia la migliore soluzione per l’utilizzo dello storage in base alla criticità del dato. Il tutto in una reale ottica di Information Lifecycle Management .

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Vismara, Fujitsu Siemens Computers


La virtualizzazione offre inoltre numerosi benefit in termini di flessibilità di backup. Una volta che il dato non è più strettamente necessario o critico, si può pensare di liberare prezioso spazio su disco salvando i dati su un dispositivo di backup virtualizzato come ad esempio la soluzione CentricStor di Fujitsu Siemens Computers, che integra una doppia soluzione di archiving su disco per dei restore molto veloci, oppure su nastro per archiviazioni a lungo termine con dei TCO notevolmente ridotti rispetto ad un semplice, ma dispendioso in termini energetici, backup su disco
”.
Ma nel settore storage – spiega Vismara – si sta affermando anche la tecnologia di Data Deduplication, che è in grado di comprimere lo spazio occupato dai dati liberando quindi notevole capacità per altri applicativi. Con la Data Deduplication è possibile ad esempio archiviare 10 Tb di dati occupando un solo Terabyte di spazio disco. Il fattore di compressione finale è in funzione del tipo di dato gestito. CentricStor integrerà a breve la Data Deduplication che si aggiungerà alle funzionalità di backup su disco e backup su nastro. Il tutto in una sola appliance”.

Paolo Votta, Product Marketing manager StorageWorks Division di Hp italiana, “Le Informazioni sono sempre in crescita in termini di quantità, ma soprattutto di qualità. Avere tutte le informazioni in linea su dispositivi veloci e protetti sarebbe una scelta deleteria per le aziende a livello economico, per l’ambiente in termini di corrente usata per alimentazione e raffreddamento, per i tempi di ricerca e per il backup; meglio affrontare il problema partendo dal presupposto che le informazioni hanno un’importanza differente e che cambia nel tempo. Occorre organizzare la propria strategia storage in quest’ottica, permettendo alle informazioni importanti ed urgenti di risiedere su storage array virtualizzati per dare le massime prestazioni e la miglior flessibilità, ma abilitandone la migrazione su dispositivi sempre più economici e semplici, in base alle politiche di accesso e frequenza d’uso, finendo per essere salvati “in massa” su dispositivi nastro che hanno il pregio di ospitare quantità pressoché illimitate di dati, con il vantaggio di non consumare corrente (i nastri consumano solo quando sono usati). Cliccando qui potete anche seguire la videointervista realizzata a Infosecurity 2008 a Marco Spoldi, business development manager StorageWorks Division Hewlett-Packard Italiana
In parallelo, sulla strategia di protezione dei dati (backup), possiamo ragionare sulla possibilità di evitare le ripetizioni dei dati: a fronte di pochi dati modificati, i backup scrivono la struttura completa ogni volta, ampliando inutilmente l’occupazione dello spazio. Le tecniche di deduplicazione consentono ai dispositivi di backup a disco di mantenere strutture virtuali dei backup senza dover riscrivere gli stessi dati, ma solo i “delta”. Questa tecnica ha benefici nel dimensionamento del dispositivo di output, mentre ha poco impatto sui tempi di backup. Esistono anche tecniche software di backup che consentono “l’incrementale per sempre”, eliminando il problema legato al restore (occorre fare il restore dell’originale full e tutti gli incrementali); infatti questa tecnica si basa anch’essa su un concetto di virtualizzazione ed è in grado di creare sull’output di backup (disco) un’immagine full “on-demand” istantanea. In questo modo ad un minor spazio occupato sul dispositivo di output corrisponde anche un tempo più breve di backup.
I prodotti Hp che si inseriscono in questo scenario sono gli array primari StorageWorks Eva (Enterprise Virtual Array), StorageWorks MSA (come storage di secondo e terzo livello), le librerie virtuali StorageWorks Virtual Library (in grado di deduplicare e migrare su nastro i dati), le librerie nastro StorageWorks EML ed ESL (con gli LTO-4 possono scrivere nastri WORM e criptati), il software di migrazione FMA e di backup Data Protector (con il Virtual Full consente l’incremental forever)
”.

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Votta, Hp

Secondo Antonio Lupo, direttore marketing di Network Appliance Italia,la semplificazione e la flessibilità sono state da sempre le direzioni che hanno guidato l’offerta NetApp proprio per rispondere alle reali esigenze di business dei clienti. I quali, oltre all’aumento dei dati strutturati, si trovano ora di fronte anche la sfida dell’esplosione dei dati non strutturati, che sempre di più stanno diventando vitali. Comprare un sistema NetApp offre molta più flessibilità rispetto ai sistemi della concorrenza, non “inquadra” il cliente in uno schema da quale poi è costoso uscire e colloquia con tutte le soluzioni presenti all’interno del data center, potendo dialogare e virtualizzare sia soluzioni NetApp che multivendor.
Riteniamo che la direzione della valorizzazione, della protezione e della messa in sicurezza delle informazioni aziendali possa rappresentare davvero la nuova sfida che i reparti It si trovano a dover affrontare.

NetApp indirizza gli ambienti virtualizzati con diverse soluzioni che consentono di ottenere il massimo dallo spazio storage disponibile. A questo si aggiungono le soluzioni V Series che consentono di applicare il principio della virtualizzazione anche a dispositivi storage di altri vendor.
In questa logica si inserisce il recente lancio di nuove soluzioni per il data center, che comprende nuove soluzioni e funzionalità all’interno della linea NetApp Manageability Software per garantire ai clienti la corretta trasformazione delle architetture dei loro data center. Gli annunci sono incentrati sulle innovazioni dello storage NetApp per i server virtuali che assicurano il miglioramento nelle infrastrutture e nei processi It. Viene poi rafforzata ulteriormente la piattaforma unificata di data management di NetApp”.

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Lupo, NetApp