Big Sur, il server open source di Facebook per l’AI

Big DataCloudData storageServer
0 1 Non ci sono commenti

Dopo il networking, Facebook punta alla cessione in open source anche del lavoro che ha svolto nella realizzazione di server ad alta potenza elaborativa per il machine learning

Il machine learning e l’intelligenza artificiale richiedono grande potenza elaborativa, oltre che grandi quantità di dati da analizzare, ed è per questo motivo che Facebook ha preferito affrontare il problema direttamente e progettare in casa i sistemi necessari. L’ultimo nato in questo ambito è un sistema di elaborazione battezzato Big Sur, che Facebook usa per l’addestramento di reti neurali e che ha deciso di rilasciare in open source come era già accaduto in un altro campo, il networking.

Big Sur è un server per rack – per la precisione è compatibile con le specifiche Open Rack dell’Open Compute Project – che si basa su otto GPU da 300 Watt ciascuna e su una architettura interna PCie che supporta varie topologie in nome della flessibilità di configurazione. Facebook ha collaborato con Nvidia e infatti Big Sur adotta la Tesla Accelerated Computing Platform e nello specifico le schede Tesla M40, ma gli sviluppatori sottolineano che il server è adatto a un’ampia gamma di schede PCIe. L’adozione delle Tesla M40 ha permesso a Big Sur di essere veloce più del doppio della generazione di server precedente.

big-sur-facebook-2Il lavoro fatto su Big Sur non riguarda solo la potenza di calcolo ma anche l’efficienza, specie in confronto con i sistemi standard sul mercato. I nuovi server sono stati ottimizzati in quanto a efficienza termica e non richiedono particolari sistemi di raffreddamento, possono anzi operare nei datacenter di Facebook che non prevedono ventilazione forzata per il condizionamento.

È stato affrontato anche il tema della manutenzione, che deve essere semplificata al massimo. In Big Sur sono stati eliminati i componenti che non sono usati di frequente e quelli che si guastano più spesso, come i dischi e le memorie, si possono rimuovere e sostituire in pochi secondi. Il server si può smontare quasi del tutto senza attrezzi, solo per i dissipatori termici delle CPU serve un cacciavite.

Gli schemi progettuali e le specifiche di Big Sur saranno rilasciati in open source attraverso l’Open Compute Project per essere usati da altri ricercatori e, spera Facebook, perché siano migliorati attraverso la collaborazione della community.

Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore